www.calabria.org.uk Calabria-Cosenza-Alessandria del Carretto |
ALESSANDRIA DEL CARRETTOLà dove esisteva una località denominata, probabilmente, Castello del Drago e, molto più verosimilmente, Torricella, negli anni '30 del XVII secolo (1631 secondo Pellicano-Castagna, 1636 secondo Gustavo Valente) col precipuo scopo di incrementare le zone montagnose della Provitera e di Tolino, il terzo marchese di Oriolo, Alessandro del Carretto, diede vita ad una iniziativa destinata a raccogliere numerosi consensi. Infatti, con la concessione di vistose facilitazioni, indusse molti abitanti dei centri limitrofi, per lo più ricadenti sotto la sua giurisdizione feudale, ad insediarsi nelle abitazioni fattevi costruire appositamente. Quel primitivo borgo ebbe rapida espansione e lo stesso barone, a dimostrazione del suo attaccamento al nuovo casale, il 21 giugno 1653 vi ebbe incardinato il titolo di principe con privilegio di Filippo IV. I suoi eredi vi rimarranno fino alle leggi eversive. La chiesa parrocchiale, dedicata a Sant'Alessandro, fu eretta a cura del principe sotto il cui patronato rimase fino al 1806, anche se le normali funzioni comunitarie, figuravano nei bilanci della locale università. Bello il campanile con orologio antico. L'interno presenta tre navate con soffitto a vela con affreschi del sec. XIX, raffiguranti Dio pantocrator con i 4 evangelisti; possiede undici altari con altrettante statue dedicate rispettivamente a: Addolorata (1884), Madonna del Rosario, Immacolata ('700-'800), S. Lucia (1836), S. Filomena (700-'800), Madonna del Carmine ('700-800), S. Antonio, S. Pasquale di Baylon, S. Alessandro ('700-'800), Sacro Cuore, S. Giovanni ('700-800). Inoltre, statue dei SS. Giuseppe (dietro l'altare), Donato, Rocco (sec. XIX); crocifisso ligneo del '600; statua settecentesca raffigurante la Madonna dello Sparviere in legno scolpito e dipinto. Degni di nota anche un pulpito, due confessionali, un battistero, due pile d'acqua santa e un reliquiario con reliquie dei SS. Alessandro, Mattia Apostolo, Lucia, Maria Maddalena, Marco. Il dipinto raffigurante San Giovanni Battista tra Sant'Antonio e Santa Caterina d'Alessandria è opera di ignoto del sec. XVII, mentre quello su cui è effigiato Sant'Antonio è opera ottocentesca. In sagrestia, numerosi calici e opere di argenteria. La domenica precedente la festa patronale (3 giugno), ci si reca in gruppo in montagna alla località detta Spinatteta. Accompagnati dal suono di organetti e, danzando, si va a tagliare un albero di abete che viene portato in paese. Man mano che si scende, alla "Difesella" si è attesi da donne fornite di ogni sorta di vettovaglie tra le quali non mancano dei funghi rarissimi detti misciaroli (giorgini o brignole di maggio). Il giorno successivo, l'abete viene innalzato in piazza e addobbato quale albero della cuccagna. Tratto da "L.Bilotto" - Itinerari culturali della provincia di Cosenza
BLOISE L., Alessandria del Carretto, Trebisacce, Tip. Jonica, 1986. |