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DOMANICO

Dal tardo Medioevo, per quanto attiene ai domini feudali, seguì le stesse sorti della vicina Carolei. Il primo nucleo sorse in località Motta a presidio di un’importante strada istmica. Si erge su una rupe rocciosa molto suggestiva e panoramica; vi si accede tramite una serie di gradoni scavati nella roccia, fiancheggiati da abitazioni accorpate, tra le quali si trovano resti, ruderi e testimonianze di antichi insediamenti umani; un cadente sottopassaggio sta ad indicare che vi sorgeva anche un castello.

Sulla sommità della rupe, è stata costruita la chiesa di Santa Maria delle Grazie del sec. XVII, distrutta dal terremoto del 1854 e riedificata nel 1865. All’interno i seguenti dipinti: l’Apparizione della Madonna, la Pietà, la Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Caterina, il Sacro Cuore di Gesù, la Madonna delle Grazie. Contiene un confessionale e tre belle campane, le due più grandi datate 1857, 1876. In Sagrestia, crocifisso ligneo del 500. Fu danneggiata dal terremoto del 1905. In pieno centro storico, ben conservata, si erge la chiesa di San Giovanni Battista del sec. XVIII. Sul sagrato due colonnine cilindriche in tufo; alla sommità di una di esse, su un basamento in pietra verde di Corica, poggia la scultura a tutto tondo raffigurante il caratteristico agnello. L’opera, dello scultore A. Giordano, risale al 1875.

Numerosi i dipinti: la Decapitazione di San Giovanni Battista, San Giovanni Battista alla corte di Erode, la Predicazione di San Giovanni Battista, San Giovanni Battista, la Nascita della Madonna, la Madonna col Bambino, San Michele Arcangelo eseguito nel 1768 dal pittore Stancati, n. 4 rappresentazioni dei quattro Evangelisti, Il Battesimo di Gesù del 1765, la Madonna col Bambino e Santi, la Madonna Addolorata. Poi, una statua in cartapesta di Santa Lucia modellata all’inizio del secolo nella bottega di Guacci da Lecce, una statua lignea dell’Immacolata ed una di San Francesco di Paola. Inoltre, un fonte battesimale in legno del 1862, un organo di Gallo del 1754 e dei bei lampadari del 1764.

Le campane sono tre di cui una datata al 1557. La chiesa dell’Immacolata Concezione conserva 4 affreschi: Figura di donna con angelo e bambino, la Madonna col Bambino protegge i cavalieri con cavalli e cocchi, Giuditta, i 4 evangelisti, tutti del sec. XIX. Notevole l’Immacolata dell’Oranges dipinta nel 1768. Vi sono ancora degli scanni e confessionali in legno, una statua lignea dell’Immacolata Concezione, una lignea di San Francesco di Paola; un organo non funzionante dell800.

Nella chiesa del Carmine fondata dai Terziari nel 1550, si conservano i dipinti dedicati alla Madonna del Carmine con Bambino e Santi e a Santa Filomena. Gli affreschi raffigurano: l’Immacolata, Episodio dell’Apocalisse, la Madonna ed angeli, l’Annunciazione, il Sacro Cuore di Gesù, Re Davide che suona l’arpa. Poi le statue: una della Madonna del Carmine, l’altra lignea dedicata a Sant’Antonio da Padova.

Da notare il palazzo dei marchesi Caputo della Petrella, palazzo Stancati del sec. XVII, palazzo Federici del sec. XVII, palazzo San Marco del 700 con una bella balconata in ferro. Erano chiamati ciuoti perché per togliere l’umidità della chiesa scavarono le fondamenta e la fecero crollare.

Alla periferia del paese, sotto una grande quercia, si vuole sia nascosto un tesoro. Era il bottino dei saccheggi di alcuni briganti che, per custodirlo, vi avevano ucciso un ragazzo e formulato strani rituali. Insomma poteva impossessarsene colui il quale il giorno delle nozze avrebbe fatto una frittata con parabole e parole. Un giovane che casualmente aveva assistito alla macabra scena, ovviamente senza essere visto, attese il momento propizio per impossessarsene. Consigliato da una fattucchiera il giorno delle sue nozze, accese un fuoco con le pagine di un vangelo e vi cosse una frittata: improvvisamente si aprirono delle voragini e apparve il tesoro su cui si avventò rapidamente; ma voce cupa del guardiano lo bloccò ricordandogli che la frittata doveva almeno raffreddarsi e tutto svanì.

Tratto da "L.Bilotto" - Itinerari culturali della provincia di Cosenza

 

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