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GRISOLIASi tratta di un centro di origine medievale inizialmente noto come Criseora, il cui nome potrebbe esser derivato dal greco Chrousolea, o dal latino Chrisena che, in entrambi i casi, significa oro. Non è ben certo se ci si riferisse alla particolare fertilità delle sue terre, e quindi il termine era adoperato in senso metaforico, o se, invece, cera veramente la presenza di qualche miniera doro. Infeudato a Tancredi Fasanella, nel 1395, viene alienato in favore di Roberto Alagno e concesso quale dote matrimoniale. Nel 1420 vi figura Nicolò Capece Bozzuto. Negli anni compresi tra il 1445 e il 1539 viene annesso ai possedimenti del principe di Bisignano del quale segue le vicende per lungo tempo fino allo smembramento del vastissimo stato. Nel 1605, è venduto al patrizio napoletano Fabio Bologna che dopo quattro anni lo cede al celichese Orazio Guerra la cui famiglia vi governa ininterrottamente fino al 1663. Il feudo apparterrà ancora alla famiglia Brancaccio, all’ospedale di Sant’Angelo, ai Rossi (1663-1701), agli Armetrano (1701-1732), ai Cavalcanti (1732-1741), a Pietro Catalano Gonzaga i cui discendenti saranno scacciati dalle leggi napoleoniche del 1806. Nella chiesa parrocchiale edificata a cura di maestranze provinciali, si conserva un fonte battesimale sovrastato da struttura lignea poligonale elegantemente intagliata con gusto barocco nel 1710. Inoltre, statua lignea della Madonna delle Grazie, modellata a tutto tondo e a figura completa nel sec. XVIII; statua lignea raffigurante Cristo Risorto modellata da scultore di scuola toscana nel 1770; statua lignea ottocentesca di San Francesco di Paola; busto di San Giuseppe del 700. Ricca l’argenteria: croce processionale con lamine argentee del sec. XIV eseguita a sbalzo e a bulino decorata da entrambe le facce; poi, turibolo, calice, navicella portaincenso, secchiello, ostensorio, tutti del sec. XVIII. Nella chiesa di Sant’Antonio, statua lignea del titolare del sec. XIX. Costume tradizionale: "Gonna rossa ornata di fettuccia o gallone; maniche staccate di vario colore; le poppe fuori allacciate senza pettiglia; faudile e vannarella. La maritata ha l'oro". Tratto da "L.Bilotto" - Itinerari culturali della provincia di Cosenza
CAMPAGNA O., Miti e storia da laos a Skidros: la grotta dell’orco alla Serra di Grisolia, Cosenza, Brenner, 1993.
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