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MONTEGIORDANOSi vuole che questo paese avesse ospitato, nel VI sec. a.C., nientemeno che Pitagora; anzi il Toscano, nella Storia di Oriolo afferma che ciò non deve fare meraviglia perché questa terra era allora "florida, deliziosa, ben forte ed amena...". Il primo nucleo abitativo sorgeva sul Pianoro di Menzinara ove sono stati rinvenuti resti di una necropoli preromana. C’è chi opina che l’insediamento venne abbandonato in seguito alla battaglia che vide Pirro insieme con i Tarantini, contrapposto ai Romani nella vicina Eraclea (Policoro). Dagli scavi effettuati sono venuti alla luce numerosi reperti di un certo pregio tra i quali spicca il tesoretto di Montegiordano, un cofanetto pieno di monete doro conservato nel Museo Archeologico di Reggio Calabria. Nel 1645 a causa delle incursioni turchesche, la comunità rivierasca venne abbandonata e, per volere del marchese di Oriolo, Alessandro Pignone, fu riedificato il nuovo paese in una località chiamata Calopardo. La chiesa parrocchiale è di fondazione secentesca con gusto barocco. L’interno presenta un soffitto ligneo e un bel pulpito, anche in legno intagliato in stile barocco. In sagrestia, stalli lignei intagliati nel sec. XVIII e alcune statue processionali. Vestito tradizionale: "Panno trinato, in testa nero o rosso, fazzoletto legato al collo, camicia con riccio, grembiule, gonnella di panno nero, una sola scrima ai capelli" jiettulo nero tutte le donne". Tratto da "L.Bilotto" - Itinerari culturali della provincia di Cosenza
LIGUORI R., La storia politica di un comune del Meridione d’Italia: Montegiordano, Trebisacce, 1992. |