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PARENTILe storie di questo paese e della famiglia Ricciulli per molto tempo, si sono sviluppate in modo parallelo, spesso, addirittura, incrociandosi. Non solo perchè la sua nascita è dovuta a Luigi Ricciulli che volle edificarlo nei pressi di una sua masseria sita, appunto, in località Parenti, ma anche perchè, fino all’eversione della feudalità, il piccolo casale era compreso nella baronia sottoposta a questo casato. Venne aggregato a Rogliano nel 1929 e nel 1934 acquistò la sua autonomia municipale. In località Vivosa, sorgente d’acqua ferruginosa fredda. La chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna del Carmine venne eretta da maestranze locali con forme e gusti ecclettici; il portale del 1836 ne è un esempio eloquente. All’interno, altare del 1893 in marmi policromi e altare maggiore in stucco del 700. Poi le seguenti statue processionali: Santa Liberata (legno, sec. XX), San Giuseppe (legno, sec. XIX), Sant’Antonio da Padova (legno, 1905), Estasi di S. Rita di G. Malecore di Lecce (legno e pastiglia, sec. XX), Immacolata (legno, 1901), San Francesco di Paola (legno, sec. XX), Madonna di Costantinopoli (legno, sec. XX), Madonna del Carmine (legno, 700-800). Inoltre, crocifisso ligneo del sec. XIX, croce d’altare lignea del sec. XIX, argenteria dei sec. XIX-XX. Si riteneva che marzo fosse il mese in cui le magare combinavano guai maggiori, perciò i paesani la notte precedente al giorno che dà inizio al mese, giravano per il paese suonando fragorosamente dei campanacci quasi per avvertire le malefiche donne che si stava tutti allerta e per loro non c’era niente da fare. Tratto da "L.Bilotto" - Itinerari culturali della provincia di Cosenza |