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ROGGIANO GRAVINA

Trattasi, probabilmente, dell’antica Verge, Vergia, in latino Vergianum, città fondata dagli Ausoni, passata poi agli Enotri. Nel 204 a.C. risulta presa dal console P. Sempronio Tauditano. Durante le Guerre Puniche parteggiò per Annibale ma, successivamente, rientrò nella sfera romana. Intorno al mille fu infestata dalle formiche e, resa inabitabile, venne abbandonata; al quel tempo rientravano sotto il suo dominio i casali Castiglione, Flavitta, San Brancato, Santa Maria della Fossina, Serra delle Cozze, Serra delli Testi, dei quali già nel secolo XVII sera persa ogni traccia. Dal 1605 al 1654 appare infeudata ai Sanseverino; successivamente, dal 1663 al 1732, agli Armetrano; dal 1732 al 1764, ai Cavalcanti; dal 1764 al 1777 ai Sambiase; dopo tale data, ai Sanseverino di Saponara, fino all’eversione della feudalità. Nel 1864, in memoria dell’illustre letterato e giurista Gian Vincenzo Gravina, assunse tale denominazione.

Nell’abitato sono visibili avanzi della cortina di precinsione civica, con torre ellissoidale cordonata, sormontata da costruzione a pianta quadrata; resti di torri cilindriche aggettanti e porte della cinta urbica.

In contrada Manche di Mormanno, vestigia d’insediamento etnico dell’età del Rame scoperto dal prof. Battendieri, con rinvenimento di alabarda in rame, pugnali in selce con ritocchi lamellari, frammenti di vasi ed altro. In questa zona archeologica, è presente anche una villa romana del periodo imperiale, con annesso impianto termale. In Via Supporto, casa medievale con bifora romanica del 200. I monumenti a Gianvincenzo Gravina (1664-1718) e quello a Ferdinando Balsano (1826-1869) illustre sacerdote e letterato roggianese, sono opera di G. Scerbo.

Nella piccola chiesa di Sant’Antonio, nel centro abitato, sono poste delle statue processionali: Sacro Cuore, Sant’Antonio Abate, Santa Lucia, Madonna del Carmine, Sant’Antonio da Padova (altare maggiore), l’Immacolata, San Francesco di Paola, Madonna di Fatima. Notevole un crocifisso sette-ottocentesco.

La chiesa di San Pietro Apostolo venne costruita negli anni settanta di questo secolo, perché quella di Sant’Antonio era troppo piccola per contenere i fedeli; all’interno, trinavato, mosaici raffiguranti: l’Agnello di Dio, S. Rita, San Francesco di Paola, San Pietro Apostolo. Inoltre, due statue raffiguranti l’Addolorata ed il Sacro Cuore; un confessionale dell’800 e un crocifisso sette-ottocentesco. Vi era il convento dei Cappuccini fondato nel 1584, soppresso il 10 febbraio 1811 e ripristinato nel 1815. Conteneva dei dipinti raffiguranti Sant’Antonio da Padova (600), il beato Angelo di Acri (800), il beato Bernardo di Oppido (1797), santo martire francescano (600), successivamente spostati nelle altre chiese. Dopo la definitiva soppressione post-unitaria i Cappuccini scomparvero definitivamente da Roggiano.

Sulla Collina Castiglione c'è la Grotta di Tramonta e della Maga Sabina (Sibilla). Si dice che un tal Filippo Tripodo ebbe l’ardire di inoltrarvisi per parlare con la maga dalla quale ebbe una bisaccia piena doro e la raccomandazione di non voltarsi anche in caso sentisse un gran vociare. Così fece fino alla località Calvario, dov’erano i Cappuccini. In questo posto, al primo rumore si girò e s’accorse che la bisaccia era colma di ferrugine.

C'era la credenza che toccare il cadavere di un impiccato liberasse dalle febbri quartane; la corda utilizzata per il macabro gesto, poggiata sul ventre di un sofferente, faceva scomparire le coliche, e, addirittura, si usava per reggere gli abitini. Si crede che la notte di Natale le fontane scorrano olio e le fate che assistono allo straordinario evento, danzino in omaggio alla nascita del Redentore. Inoltre, rubano giovani ragazzi e ragazze dei quali si innamorano disperdendoli in campagna.

Costume tradizionale: "Gonna di scarlatto, corpetto con maniche staccate di velluto o di seta. La zitella ha una fettuccia celeste o verde, la maritata l’usa rossa per legare le maniche".

Tratto da "L.Bilotto" - Itinerari culturali della provincia di Cosenza

 

CHIARLO C.R., Villa rustica di età romana a Roggiano Gravina, in "Kliarchos", 1974, n. 61-64;

GUZZOLINO F., Roggiano dalla preistoria al museo, 1980;

MORANTE G., L'assetto urbano di Roggiano Gravina nel '700 secondo il Catasto Onciario, Cosenza, Due Emme, 1994.

 
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