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TERRAVECCHIASorse nel Medioevo su un sostrato più antico. In contrada Proia, a Km 3 dal paese, non distante da Fiumenicà, sono stati rinvenuti avanzi di cinta muraria, e di suppellettili. Per lungo tempo seguì le vicende feudali di Cariati. La chiesa Madre è dedicata a San Pietro. Venne eretta nel secolo XVII, ma reca i segni di un successivo rifacimento. L’interno, decorato con stucchi barocchi e con simulacro della Madonna del Rosario, custodisce una preziosa croce processionale seicentesca proveniente da bottega meridionale; è in argento, lavorata a sbalzo e a cesello con stemma episcopale e figura di S. Pietro. La vera pasquetta a Terravecchia si festeggia il martedì dopo Pasqua, quando il popolo si reca in processione, lungo un percorso di circa km 2, fino alla chiesetta di Santa Maria ove è conservata una tela settecentesca. Si tratta del quadro della Madonna del Carmine, patrona del paese, che raffigura la Vergine con in mano una lancia che uccide un mostro a forma di rettile, mentre dal suo ventre esce un fanciullo. La leggenda narra che fu proprio la Madonna del Carmine ad uccidere il mostruoso animale che divorava bambini. La presenza del drago ricorderebbe anche il culto di San Giorgio al quale in passato era pure dedicata una chiesa e che, in prosieguo di tempo, evidentemente, scomparve. Era nota per l’artigianato dei tessuti a mano e per i temi orientaleggianti ai quali si attiene ancora qualche lavoratrice. Tratto da L.Bilotto - Itinerari della provincia di CS
SANTORO M., Terravecchia il martedì dopo Pasqua, Mirto, Pace, 1992.
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